10 belle sorprese

  1. L’accoglienza di Giffoni, le storie esilaranti della maestra Mariella che ha iniziato la carriera di insegnante in una scuola di montagna, le maestre che si preoccupavano se mangiavamo abbastanza, lo “sponzapane” di ceramica in regalo quando siamo ripartite, dopo una settimana di coccole, attenzioni e regali.
  2. I bambini di S. Potito Ultra, felici e accoglienti, che ci salutavano per le strade del paese e che l’anno dopo hanno preso un pullman e fatto un viaggio di ore per venire a Roma a trovarci e che ci hanno fatto amare tantissimo questo bizzarro lavoro.

  3. Andare dal meccanico perché ti hanno detto che dopo tanti km e tanti anni devi cambiare un pezzo del furgone che pare sia costosissimo e che non dà avvertimenti quando si rompe e poi “signo’ se succede deve butta’ er mezzo” e scoprire che invece il tuo librobus è un modello che quel pezzo nemmeno ce l’ha: “il suo c’ha la catena”.

  4. Le giornate a Ostuni ospiti di una bellissima manifestazione (che purtroppo non si fa più) I bambini del mediterraneo e le serate con tanti esperti, scrittori, artisti del mondo dei libri per ragazzi che si raccontavano, e in particolare la serata con l’uomo con il cesto più grande del mondo (Deborah e Tiziana continuavano a pensare “certe cose sono meglio piccole…”).

  5. Sulla nave verso Barcellona con 500 adolescenti dagli ormoni impazziti, conoscere Mario, Cristina e Maya e i loro meravigliosi genitori. Come la luce in fondo al tunnel!

  6. La surreale telefonata da parte di un’azienda molto nota che dice che il grande capo si è innamorato del tuo librobus e lo vuole noleggiare  a tutti i costi!

  7. Rincontrare Lorenzo che a 10 anni faceva parte del più fantastico club dei lettori mai esistito e scoprire che è diventato un bravissimo attore di teatro.

  8. I bambini di Casablanca.  Una volta seduti davanti a noi, scopriamo che non parlano francese (lingua in cui avevamo preparato le storie) ma “solo arabo!” come ci dice la loro insegnante sorridendo. Noi che dopo un attacco isterico di ridarella, con centinaia di occhi puntati iniziamo a leggere in ITALIANOLENTO, sperando funzioni, finché una ragazza dal pubblico salta in piedi e dice che lei ha una nonna italiana. Ne è uscita una lettura rocambolesca e divertentissima di fortunatamente italiano/araba.

  9. Il sindaco del paese che passa casualmente durante una nostra lettura nel cortile di un palazzo storico e visti i tanti bambini presenti, il loro entusiasmo e l’atmosfera magica ci chiede se possiamo rimanere anche il giorno dopo, ospiti del comune, e noi accettiamo!

  10. Lavorare di nuovo con Francesca, dopo tanti anni, in una libreria tutta nostra.